Storia di un prodotto


1. Il Rotolone: invenzione degli anni '70
Le prime macchine irrigatrici, altrimenti dette "rotoloni", vengono realizzate in Francia nei primi anni settanta, e conseguono un immediato successo.

I primi "rotoloni" costruiti in Italia risalgono agli anni 1974-1975, e per lo più furono realizzati da artigiani meccanici che già operavano nel settore dell'irrigazione agricola per l'installazione di impianti e pompe di vario tipo, copiando i primi prototipi francesi. Da allora, anche in Italia, si è assistito ad una rapida e costante diffusione di queste attrezzature.

I principali motivi per cui gli agricoltori impiegano i "rotoloni" nell'irrigazione agricola di quasi tutte le coltivazioni sono la agevole mobilità, la versatilità e la economicità di queste attrezzature.

Inizialmente queste macchine venivano utilizzate nelle irrigazioni di soccorso, soprattutto su seminativi e coltivazioni di pieno campo, mentre oggi, a seguito delle innovazioni tecnologiche loro apportate ed a seguito dell'evoluzione del mercato agricolo, sono diventate macchine pressochè insostituibili ed indispensabili nei processi produttivi agricoli che si pongono come obiettivo il raggiungimento di standard qualitativi molto elevati.

2. Diffusione del rotolone e superfici irrigue
L'analisi dei dati di produzione e di vendita dei principali produttori porta a stimare che in Italia, fino ad oggi, siano stati venduti circa 60.000 "rotoloni". Calcolando una durata media fisiologica funzionale del "rotolone" di circa quindici anni, si può ipotizzare che in Italia siano oggi funzionanti non meno di 40.000 "rotoloni" tra i diversi modelli; ritenendo che ogni macchina possa dominare ed irrigare una superficie minima-media pari a circa 20 ettari si può ritenere con buona approssimazione che circa 1.000.000 ettari, della superficie irrigabile nazionale, siano attualmente irrigati dai "rotoloni". Questi numeri evidenziano l'importanza che assume l'impiego di queste attrezzature per irrigazione nelle realtà italiane in cui l'irrigazione rappresenta sicuramente la pratica colturale determinante per l'aumento delle PLV aziendali ed il raggiungimento di standard produttivi di qualità elevata.

Il paese in cui i "rotoloni" hanno avuto la maggiore diffusione è sicuramente la Francia: si stima che vi siano impiegate non meno di 80.000 macchine irrigatrici.

Sotto il profilo del rinnovamento tecnologico è stato calcolato che negli ultimi cinque anni in Italia sono stati venduti circa 16.000 "rotoloni"; queste macchine, tecnologicamente innovate, sono per la maggior parte dotate dei nuovi sistemi di avvolgimento, dei sistemi idraulici di sollevamento, di centraline di gestione, ed utilizzano nuovi irrigatori ad angolo variabile con un'ottima frantumazione dell'acqua. Queste macchine, che possono essere dotate anche di comandi a distanza, devono essere annoverate tra le attrezzature per irrigazione tecnicamente più avanzate e più moderne, garantendo una distribuzione dell'acqua perfettamente omogenea sull'appezzamento, assicurando il corretto impiego della risorsa idrica, ed un risparmio di mano d'opera ed energia ancora maggiore rispetto ai precedenti modelli.

3. Costruttori di rotoloni in Italia
Oggi le maggiori aziende italiane produttrici di "rotoloni"senza ombra di dubbio possono essere ritenute le seguenti: OCMIS s.p.a. (Castelvetro di Modena), IDROFOGLIA s.r.l. (Lunano di Pesaro-Urbino), RM s.p.a. (S. Quirico di Trecasali - Parma), FERBO s.r.l. ( Pesaro), IRTEC s.r.l. (Castelvetro di Modena), GIAMPI s.r.l. (Lutrano di Fontanelle - Treviso) ed altre aziende minori.

I maggiori costruttori di "rotoloni" sono quindi concentrati nell'area Emiliano-Romagnola, Marche e Veneto. Il consolidamento di questa attività di produzione è avvenuto nel corso degli anni ottanta in cui si è provveduto, anche con il patrocinio di UNACOMA, a diffondere queste tipologie di macchinari attraverso le maggiori manifestazioni fieristiche europee del settore.

Le prime officine meccaniche artigianali, a seguito del successo ottenuto con le loro attrezzature presso gli agricoltori, hanno trasformato la loro attività, inizialmente stagionale, prima in piccole fabbriche che lavoravano pressochè tutto l'anno e, successivamente, negli anni '80-'90, in veri e propri complessi industriali perfettamente organizzati e dotati di un'organizzazione capillare e qualificata, comprendente tecnici agricoli, ingegneri meccanici e idraulici, elettrotecnici ed tecnici informatici, a cui si deve aggiungere una efficace organizzazione di vendita in Italia e all'estero.

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